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Mostra dedicata agli architetti Mansilla e Tunon PDF Stampa Email
Mercoledì 04 Marzo 2009 19:04

Per Vicenza I'opportunità di confrontarsi con le progettualità innovative europee.

Ospitata nella bella chiesa romanica di San Silvestro, si è chiusa, la settimana scorsa, la mostra dedicata ai due architetti spagnoli Luis Mansilla e Emilio Tunon, giovani progettisti madrileni, collaboratori di Rafael Moneo, già noti al pubblico per aver realizzato opere sia nel loro paese che all'"estero, come il Musac, il museo completato nel 2004 a Lean in Spagna. Due voci indubbiamente interessanti nel panorama dell'architettura contemporanea, motivo di confronto per Vicenza con progettualità innovative europee.

La mostra, a cura di Abaco Architettura e patrocinata dalla Diocesi di Vicenza, da Comune, Provincia, Ordine degli Architetti, Associazione Industriali, Associazione Artigiani e Camera di Commercio, è terminata dopo settantacinque giorni di apertura al pubblico (dal 12 dicembre); la serata di sabato, promossa da Abaco Architettura e Morbiato & C., in concomitanza con l'ultimo workshop Incontri di architetnlra a Villa alle Scalette (dove sono intervenuti il paesaggista portoghese Joao Nunes e l'architetto sudtirolese  Verner Tscholl), ha consentito ai giovani architetti e ai professionisti di settore di visitare l'allestimento in un contesto suggestivo, dato dall'orario serale, con il sottofondo musicale del pianoforte di Matteo Alfonso.

La rassegna era inserita nel ciclo di monografie dedicate ai principali esponenti dell' architettura contemporanea internazionale. L'anno scorso la chiesa di San Silvestro era stata cornice della rassegna su Gonçalo Byrne. Sfruttando gli spazi scarni e austeri della chiesa, l'allestimento espositivo era collocato nella navata centrale ed era composto da una serie di "scatole" con il coperchio sollevato, contenenti alcuni modellini delle architetture di Mansilla e Tunon costruite tra il 1995 e il 2008.

Tra questi, di grande interesse quello riproducente il Musac di Castilla y Leon, spazio museale su un solo piano con muri di cemento armato e grandi vetrine variopinte, dove, all'interno, si susseguono cortili e grandi lucernari. Altro esempio di architettura mossa e dialogante con lo spazio circostante, proposta dai due architetti spagnoli, è il palazzo dell'archivio e della biblioteca regionale della Comunità di Madrid, collocato in una ex fabbrica di birra e concepito come prolungamento dell'asse culturale del paseo del Prado.

E, ancora, l'originale House of History a La Coruna, edificio a forma stellare che poggia sul lato di un pendio perfettamente integrato con l'ambiente. Non mancano esempi di opere infrastrutturali, come la stazione metropolitana di Malaga con un sistema di piani spezzati intersecati tra loro, che diventano triangoli capaci di dar vita a uno spazio avvolgente e dal carattere dinamico, o come il complesso sportivo polivalente di Madrid, concepito a forma di fiore geometrico per ospitare diversi spazi funzionali: dai campi da tennis alle gradinate, al centro medico, al parcheggio.

La Voce dei Berici
Tiziana Lain
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