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architetto Tarquinio Morbiato PDF Stampa Email
Sabato 22 Dicembre 2007 18:34
architetto Tarquinio Morbiato | Morbiato Engineering (Ingegnerizzazione Progetti)

Tarquinio Morbiato, classe ’69, laureato in Architettura all’Università di Venezia ha viaggiato in tutto il mondo, con la valigia e la mente. Oggi vive a Dueville, in Veneto, con la moglie e tre figli, è l’ideatore del progetto LOFT LIFE che lui stesso sta divulgando in Italia e all’’estero.

Ettore Sottsass, designer ed architetto recentemente scomparso diceva che l’architettura è il disegno di uno spazio da vivere, non da guardare. Cosa ne pensa? Sono assolutamente d’accordo. Io penso che, di fondo, ogni individuo ambisca ad una sola cosa, la felicità. E cos’è la felicità se non la possibilità di stare bene con noi stessi e lo spazio che ci circonda? L’architettura può dare un contributo molto importante affinché si possa raggiungere questo equilibrio.

Il termine equilibrio è un asse portante del suo modo di intendere l’architettura. Ci può spiegare meglio questo aspetto? Volentieri. Io credo che l’uomo, per essere felice, deve poter essere in equilibrio con sé stesso e con l’universo. Questo equilibrio lo troviamo in natura, anche se, spesso, non ne siamo più coscienti. A questo deve tendere anche l’architettura, strumento che ci permette di raggiungere il benessere, nel senso più esteso del termine, seguendo i principi naturali.

E la casa, in tutto questo? La casa è il tramite che lega l’uomo all’universo. Anche la casa, quindi, deve essere parte di questo equilibrio. Io penso che la casa non sia solo un luogo dove si mangia e si dorma ma, anche, un mezzo per trasmettere l’anima di chi la vive, la famiglia. L’acquisto di una abitazione nasce, prima di tutto, da un riconoscersi in quegli spazi.

Come può il concetto LOFT LIFE contribuire a questo risultato? L’armonia si raggiunge affrontando la progettazione da più punti di vista con un unico obiettivo, la felicità. Ebbene, pensiamo, ad esempio, alla forma. In natura l’equilibrio è già raggiunto. L’albero ha tutto quanto gli serve e niente di più per crescere e svilupparsi, affrontare le avversità. Nella progettazione, la forma, per me, è un elemento capace di realizzare il benessere. Ma potrei anche aggiungere altri aspetti, come i materiali, ad esempio. Io li scelgo per far rivivere sensazioni piacevoli provate, per evocare stati d’animo positivi, alla luce della mia esperienza e di quella del Committente.

La moderna architettura affronta in modi molto diversi lo spazio. E lei? Il concetto di uso dello spazio nella progettazione nasce come modus operandi del mio lavoro. Lo spazio deve poter essere vissuto in maniera dinamica, seguendo i desideri e gli interessi che cambiano con l’età, il momento.. Per questo sviluppo nelle mie proposte il concetto di OPEN SPACE. Una volta soddisfatti i requisiti base, l’uomo deve potersi esprimere nella sua casa in piena e totale libertà.

Questo vuol dire cambiare anche il modo di approcciarsi all’arredamento? Certo, l’arredamento deve essere al servizio dell’uomo e non impedire la fruizione dello spazio. Tutto ciò che facciamo, in definitiva, è un servizio finalizzato ad aiutare a migliorare la vita delle persone.

Mi pare che, in questo, lei proponga una architettura a forte connotazione umanistica… Sì, io vedo l’architettura al servizio dell’uomo. Non considero in alcun modo positiva l’esperienza dell’architettura come espressione del singolo, grande progettista. Non a caso, ad esempio, quando progetto singole abitazioni trascorro molto tempo con i miei committenti: voglio sapere tutto di loro perché solo così potrò poi, progettare qualche cosa in cui si possano riconoscere e serva realmente al loro benessere.

Ed il ruolo dell’architetto, in tutto questo? L’architetto ha il compito di tradurre i desideri del suo Cliente e di soddisfarli. Non solo. Egli deve anche capire, sintonizzarsi ed immedesimarsi nell’altro e con la sua sensibilità di uomo cogliere i desideri più nascosti e preziosi per trovare, poi, un giusto equilibrio tra questi e la possibilità economica del committente. Come vede, un altro tassello di quel concetto di equilibrio del quale andiamo parlando.

Proprio così. Questa sensibilità da dove le nasce? Penso che sia intrinseca nel mio carattere. Sono una persona curiosa e mi piace molto ascoltare. Questo atteggiamento mi ha portato, spesso, a poter legare insieme elementi e sensazioni molto diversi tra loro e, allo stesso tempo, a fidarmi molto delle mie percezioni che mi permettono di cogliere, prima di altri, i segnali del mercato.

E su questo vorrei riflettere ora. Lei dice che il nostro modo di abitare cambierà radicalmente, a brevissimo. Perché? Basta guardarsi intorno per capire che c’è tanta voglia di nuovo, tra la gente. Per lavoro io vivo a stretto contatto di committenti ed imprese: i primi sono sempre più alla ricerca di proposte che facciano stare loro bene, i secondi, sono coscienti che è necessario fare qualche cosa di nuovo per rispondere a queste esigenze. La sfida sarà quella di trovare spazi comuni di dialogo tra questi due mondi. Da qui, nuovi modi di abitare.

Il suo progetto LOFT LIFE va in questa direzione? Sì, certamente, LOFT LIFE è un progetto che ho iniziato a pensare oltre quattro anni fa e che è maturato con me e le esperienza fatte con Morbiato. Il mio obiettivo è di realizzare una casa migliore per tutti, capace di rispondere alle esigenze e desideri delle persone. Non mi interessa progettare “in quantità” ma soluzioni efficaci, all’insegna del benessere, con modelli replicabili.

I progetti LOFT MT55, Moderna, Med'Oro a La Maddalena come si inseriscono in questo suo programma? Ogni progetto è differente dall’altro ma coerente col mio modo di intendere l’architettura. Penso che vi sia spazio per avviare importanti progetti come risposta a programmi che contemplino aspetti di mercato e di benessere individuale in modo complementare e non più contrapposto, dove autoespressione, soddisfazione estetica e spazi in grado di favorire il consumo di esperienze, possano trovare nel concetto di LOFT LIFE una risposta concreta.

I suoi potrebbero sembrare sogni.. Diciamo che, in questi anni, ho progettato e realizzato con Morbiato molte opere che, oggi, vedo i clienti apprezzano e valutano positivamente. Sempre più spesso mi capita di ricevere mail di navigatori del sito che ci fanno i complimenti e dichiarano di considerarci un’azienda innovativa. E pensare che quello che mostriamo è solo un 10% di ciò che siamo! Se già questo basta, penso che, come architetto, io posso dare ancora tanto. E sono pronto a farlo.

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Ottobre 2009 18:42