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Venerdì 06 Febbraio 2009 09:39
05 febbraio 2009. Il sole 24 Ore

Oggi alla Conferenza unificata il testo del Dpcm

Piano casa, decreto pronto

di Massimo Frontera, Roma
 
Il piano casa è pronto per l'esame da parte della conferenza unificata, dove è all'ordine del giorno per l'incontro di oggi alle 13:00. Un passaggio molto atteso anche dalle imprese edili.

Proprio ieri, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel suo saluto inviato agli operatori delle costruzioni per l'apertura del Made Expo di Milano ha promesso che «il governo non vi lascerà soli». Non è però affatto scontato che la bozza di decreto attuativo venga esaminata, per vari motivi.

Stamattina il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, riunirà il consiglio nazionale proponendo la linea dura contro il Governo, ed è possibile che si arrivi a disertare la conferenza di oggi. Gli enti locali sono infatti in rotta di collisione con il Governo per i freni agli investimenti imposti in nome del rispetto del patto di stabilità interno.

Ma non sono tranquille neanche le Regioni, che non hanno mai digerito lo "snelimento procedurale" con il quale è stato recentemente eliminato il vincolo dell'intesa sul piano casa. Infatti, grazie a un emendamento al decreto anticrisi, il piano può essere approvato anche con il parere contrario degli enti territoriali.

Resta irrisolta anche la questione dei fondi ai vecchi programmi abitativi concordati con lo scorso esecutivo, le cui risorse sono state dirottate sul piano casa. Dei 550 milioni stanziati inizialmente, le Regioni ne avranno al massimo 170.

Ma non è tutto. Sul piano casa non sono d'accordo neanche alcune amministrazioni dello Stato. Si dice espressamente nella lettera di convocazione partita dagli Affari Regionali all'indirizzo di Comuni e Regioni: sul testo fInito di limare il 30 gennaio scorso «non vi è, allo stato, fatta salva ogni definitiva valutazione in sede politica, l'assenso tecnico delle amministrazioni statali competenti». Il dissenso tecnico riguarda il riparto regionale delle risorse statali "residue", cioè al netto dei 150 milioni per il sistema dei fondi e della somma concessa alle Regioni per i piani abitativi d'emergenza.

Le Regioni vogliono definire e approvare in conferenza Stato-Regioni i criteri del riparto. Le "amministrazioni statali" vorrebbero una via più rapida. Visti tutti questi punti interrogativi non è escluso che dalle Regioni parta la richiesta di un rinvio dell'esame, in attesa di un chiarimento politico.

Quanto ai contenuti, i 14 articoli del testo offrono qualche novità. ln particolare è stato snellito l'articolo dedicato ai criteri per selezionare le proposte: sono stati eliminati sia il riferimento al coinvolgimento delle cooperative di abitazione sia il parametro legato alla dimensione del comune in rapporto alle richieste di un alloggio Erp a causa di procedure di sfratto.

Nel nuovo testo sono cadute anche le «commissioni» di gara miste (Stato-Regioni) per selezionare le proposte. Queste saranno concordate da Regioni e Comuni e poi proposte alle Infrastrutture. Infine, le province autonome di Trento e Bolzano vengono di fatto svincolate dal piano casa.
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