Home News ed Eventi Rassegna Stampa KYOSS luglio-agosto 2010 - MENSILE N. 102
KYOSS luglio-agosto 2010 - MENSILE N. 102 PDF Stampa Email
Scritto da Nicoleta Ugolin   
Lunedì 13 Settembre 2010 11:02



Mare, Aria, Luce

Tarquinio Morbiato e il lusso della libertà

Veleggiare sul mare della Sardegna, con la luce del sole che si rifrange sulle onde e l’aria che ti accarezza i capelli: questo è il vero lusso secondo l’architetto Tarquinio Morbiato, che al mare, quello azzurro e trasparnte, è particolarmente
affezionato, dato che ha progettato anche sull’Isola della Maddalena.
“Le isole sono molto ricorrenti nella mia vita. Non so da dove venga ma è una cosa certa perché tutte le volte che le ho avvicinate ho perso la testa. Sarà per la luce, il mare o l’aria, ma anche probabilmente per il senso di libertà che si percepisce quando si abita su un’isola: vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Penso alle Mauritius, dove ho conosciuto mia moglie, a Caprera, dove ho iniziato ad amare la vela, e a La Maddalena, dove ho sviluppato il progetto Medoro”. Un progetto di riqualificazione di un ex cinema della Maddalena, che sarebbe stato abbattuto se Morbiato non avesse deciso di riqualificarlo e farne dieci loft di gran lusso. “Il lusso per me è proprio questo: svegliarsi alla
mattina con il mare davanti, vivere in un openspace con le vetrate immense che ti regalano tutta la luce del sole, sentire il profumo del sale e poter osservare, da casa propria, il porto della Maddalena”. Un progetto di architettura che val la pena raccontare: dieci loft ricavati dall’ex cinema del paese che doveva essere abbattuto per far spazio a uno “dei soliti residence da trenta miniappartamenti”. Invece Morbiato fin dalla prima osservazione si innamora dell’edificio e lo
vede già nella sua progettualità che poi applicherà: “Dieci grandi loft, tagliati in modo severo e secco. L’edificio è un grande cubo, monolitico, sul mare, con tagli e aperture verso l’esterno, completamente tecnologico dentro, ma assolutamente naturale nella sua forma originaria di cinema, fuori. Dal terrazzo la vista mozzafiato è sullo specchio d’acqua fronte Santo Stefano. Degli spazi da vivere in contrapposizione a quello che oggi offre la mera architettura tipicamente moderna della città. Il loft dà un grande senso di libertà ed è l’ideale proseguimento di un territorio che vive sul mare come Maddalena”. I grandi spazi creati, infatti, sono in piena sintonia con la luce del sole, l’azzurro del mare e il bianco del cielo che si specchia sulle acque della Maddalena. Uno spazio nomade e tecnologico che dona spazi da condividere a chi saprà apprezzarne il contenuto: “Bisogna dire basta ai modelli preconfezionati del lusso a tutti i costi,
ai materiali insostenibil e non pagabili. Bisogna tornare al recupero attivo e alla sostenibilità nei confronti della progettualità già esistente”. è per questo che l’ex cinema è stato ristrutturato così: no ai miniappartamenti, sì ai grandi spazi dove l’aria della vita scorre a piene mani: “Altro elemento fondamentale è infatti l’aria: l’aria del mare si ritrova nella grande ariosità dei loft, che comunicano la libertà degli spazi da vivere: appartamento d’estate e, perché no, magazzino
d’inverno. La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Razzoli, Budelli e Santa Maria, e gli altri isolotti, Soffi, Nibani, Mortorio, Le Camere, Cappuccini: questo ambiente si è modellato sotto la sferza dei venti e del mare, visitato sin dai tempi remoti da marinai giunti dietro la spinta di Eolo, che ha fatto di queste rocce il suo indiscusso regno”. La Maddalena non è un luogo prettamente turistico: 12mila abitanti, da pochi anni “abbandonata” dagli americani, da molti soprannominata “l’isola dell’isola”: “e questo è un plus, non un difetto – prosegue Morbiato – perché questa sua distanza dal resto le garantisce una privacy e una naturalezza selvaggia imparagonabili”. Paesaggi fra insenature nascoste, spiagge, piccoli e grandi approdi, allietati a tratti dai gridi garruli dei gabbiani e dei cormorani, dai voli lenti degli
aironi. Basta navigare lungo le coste dell’arcipelago per dare spazio alla fantasia: la roccia assume le forme più strane o ognuno può scorgervi cose diverse: “Il lusso è proprio questo. Dal punto di vista progettuale è riuscire a progettare
un’architettura per vivere e vedere ciò che ci sta intorno, e non per l’essere visto dagli altri; non autoreferenzialitòà
ma meraviglia verso l’esterno. Dal punto di vista umano è il riuscire a prendersi il proprio tempo e viverlo con semplicità, in uno spazio nomade, enorme, che accolga l’Uomo e lo renda libero.
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Ultimo aggiornamento Martedì 14 Settembre 2010 08:05